Ce.Do.M. UNISA Centro di Documentazione sulle nuove Migrazioni

MOFFA Grazia: Responsabile Scientifico

Il Centro di documentazione sulle nuove migrazioni è finalizzato alla realizzazione di attività permanenti di studio, ricerca, informazione, formazione e allo sviluppo di iniziative sulle migrazioni internazionali e l’intercultura. Nasce all’interno del Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con la FILEF NAZIONALE, la Federazione dei lavoratori emigranti e famiglie fondata da Carlo Levi, e con FUTURIDEA, un Centro di sviluppo della ricerca sulle nuove tecnologie affermatosi negli ultimi anni in provincia di Benevento.

Il Ce.Do.M. ha  già attivato diverse collaborazioni con altre Università, Enti territoriali e associazioni nazionali ed internazionali al fine di costruire una rete di studio e ricerca sui temi delle migrazioni, degli squilibri territoriali e  della desertificazione sociale

Come è noto nell’era delle migrazioni, così definita per identificare le grandi trasformazioni avvenute nei movimenti migratori nell’ultimo mezzo secolo, la complessità delle stesse ne risulta l’aspetto prevalente dal quale partire per organizzare qualsiasi progetto di ricerca, almeno di medio periodo.

Lo scenario di riferimento è ovviamente planetario, ma al momento per il Centro di documentazione, parte dallo scenario italiano.

A questo scopo devono essere considerate in sintesi 5 tipi di migrazioni:

  • le migrazioni tradizionali di italiani all’estero, che nel corso del novecento e dei primi anni del nuovo secolo hanno portato un’altra Italia, per numero e provenienze, ad emigrare in molti paesi d’Europa, delle Americhe e dell’Australia e a costruire nuclei organizzati di nostri connazionali in diverse forme di associazionismo. Questi in molti casi hanno sperimentato senza successo specie dopo la crisi del 1973 il cosiddetto ritorno produttivo e innovativo di molti migranti;
  • l’immigrazione straniera, che è consistita per circa un trentennio prevalentemente nell’immigrazione economica, da lavoro, somigliante in maggioranza alle tradizionali immigrazioni che in precedenza avevano raggiunto l’Europa Centro settentrionale;
  • la più recente immigrazione derivante dalle guerre che hanno sconvolto l’Asia e l’Africa e che tendono a selezionare i nuovi flussi ammettendo esclusivamente i rifugiati politici e talvolta come conseguenza dividendo i padri e le madri dai figli;
  • l’emergere di grandi contraddizioni derivanti dalle decennali politiche di integrazione e che hanno messo in crisi le seconde e terze generazioni di migranti;
  • le nuove migrazioni di italiani istruiti, spesso laureati, impegnatisi nella ricerca di nuove destinazioni in quasi tutti i paesi del mondo, nonché in ultimo le decine di migliaia di nostri pensionati che per ragioni di convenienza fiscale e di qualità della vita preferiscono trasferirsi all’estero.

L’attuale andamento dei movimenti migratori, la crisi delle politiche migratori gestite dai vari stati, la costruzione dei muri e le barche dei disperati, i nostri giovani che ormai hanno intrapreso la via della Cina, dell’Asia e della cooperazione internazionale, meritano un salto di qualità nell’affrontare la tematica migratoria. Si ha bisogno di ben attrezzati musei che ci raccontino delle storiche migrazioni, ma anche di nuovi strumenti di analisi e di comunicazione per comprendere ed intercettare appieno i perché dei nuovi fenomeni che investono e caratterizzano appunto “l’era delle migrazioni”.

Soltanto nell’ultimo anno si è davvero sviluppato il dibattito sui numeri e sulle caratteristiche della nuova emigrazione di giovani italiani in diversi e originali destinazioni migratorie. In effetti la ricerca al riguardo non è all’anno zero, però è stata sempre messa in secondo piano dai più tradizionali studi sulle emigrazioni o anche sulle immigrazioni straniere in Europa.

Il Centro di documentazione sulle nuove migrazioni

Puntando quindi ai numeri veri dei nuovi movimenti migratori intende:

  • costruire un canale permanente di informazioni verso i paesi che sono interessati dalla nuova emigrazione e privilegiandone i soggetti coinvolti;
  • collaborare alla costruzione di solide basi identitarie anche per quei giovani che stanno vivendo la prima fase dell’emigrazione in ordine sparso e senza l’importante supporto dell’associazionismo;
  • far partire un numero significativo di ricerche e studi sulle nuove importanti scoperte del giacimento di conoscenze rappresentato dalle nuove migrazioni;
  • esplorare i nuovi percorsi aperti dalla tecnologia e dai nuovi strumenti di comunicazione che sono in grado di governare/utilizzare i nuovi migranti.

Il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione e la Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie – FILEF-NAZIONALE hanno avviato:

  • una raccolta delle Documentazione e una valutazione dell’impatto degli interventi già realizzati
  • la Progettazione di un quadro di riferimento generale di possibili interventi miranti alla attivazione della risorsa emigrazione e immigrazione quale fattore di sviluppo delle società ospiti ma anche delle società di origine.

Si propongono inoltre:

  • la promozione e la diffusione dei risultati del complesso delle azioni svolte.
  • una proposta unitaria di approccio alle dinamiche e alle questioni migratorie anche di natura legislativa sia a livello regionale che nazionale, a partire dalla valutazione del carattere strutturale dei flussi di nuova emigrazione ed immigrazione che si vanno intensificando a partire dall’ inizio della crisi economica del 2007-2008, con particolare riferimento sia all’aspetto dei diritti di mobilità individuale sia ai diritti collettivi delle società e dei territori di partenza e di arrivo.